Miscellanea

Lavoro o studio?

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Non è sicuramente il migliore dei periodi per le nostre più giovani generazioni. La forte crisi economica, ma anche sociale, che da diversi anni attanaglia il nostro paese non sembra voler allentare la presa e a risentirne sono, naturalmente, le categorie più esposte. I numeri degli ultimi anni in materia di lavoro per gli under 30 sono quasi disastrosi: in alcune Regioni del Sud si arriva anche ad un ragazzo su due che è a spasso.

Cifre inquietanti che fotografano però tutte le difficoltà del momento. Una situazione che ha aperto vari dibattiti riproponendo l’atavico dilemma se sia, al giorno d’oggi, più conveniente per un ragazzo provare fin da subito a gettarsi nel mondo del lavoro, magari rispolverando uno di quegli antichi mestieri che ora stanno andando in disuso, oppure terminare sempre e comunque il proprio percorso di studio. C’è anche addirittura chi ha paventato l’assoluta inutilità di alcune Facoltà universitarie, buone a loro avviso solo a formare i disoccupati di domani. Una visione molto semplicistica che però nasconde, come tutte le cose, un fondo di verità.

Quale futuro ?

Superata la già di per se difficile età dell’adolescenza ecco che i nostri ragazzi, assieme alle famiglie naturalmente, sono da subito chiamati a prendere delicate scelte. Ovvio che per chi la voglia di sgobbare sopra i libri è poca non rimane molta alternativa anche se, prendere un diploma, può essere sempre molto utile. Il titolo di scuola secondaria infatti apre molte chance in più nei vari concorsoni. Oltre che per il punteggio di partenza per alcuni è proprio una richiesta di base per poter partecipare. Sono migliaia ogni anno i giovani che si devono barcamenare nella preparazione ai concorsi militari. a quelli Oss o ai numerosi presenti per le Pubbliche Amministrazioni.

Se uno invece non ne vuol sapere della scuola la cosa migliore è quella di intraprendere l’apprendistato con qualche professionista. Idraulici, pittori o elettricisti sono in questo momento alcune tra le migliori professioni in Italia. L’Università, catastrofisti a parte, rimane comunque sempre l’unico modo di accesso ad un certo tipo di mondo del lavoro. Importante però qui è la scelta del giusto percorso formativo tenendo conto si delle proprie passioni, ma senza scordarsi mai di considerare anche i possibili sbocchi professionali.

Alcuni campi sono assolutamente saturi, vedi Giurisprudenza o Psicologia, e  letteralmente sono in pochi quelli che subito riescono a trovare un giusto posto. Quello che invece è in forte espansione è il ramo informatico, settore che con l’andar avanti del tempo diventerà sempre più strategico.

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